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Cenni storici - CCIAA di Ascoli Piceno

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Cenni storici

Le Camere di Commercio sono un'istituzione molto antica, che ha anticipato moderne forme di regolazione del mercato.Nell'Italia dei Comuni (XII - XIV secolo) l'organizzazione delle fiorenti attività economiche si svolge sotto l'egida delle corporazioni, speciali forme di autorganizzazione dei ceti produttivi, in particolare mercanti e artigiani. In molte città della penisola esse danno vita a un organismo unico di rappresentanza degli interessi mercantili, la Camera dei mercanti. E' a quest'epoca che deve essere fatta risalire la necessità di alcune tra le più significative forme organizzative, che anticipano le moderne Camere di Commercio.
Il sorgere e l'affermazione degli Stati Nazionali, le Signorie e i Principati pongono in secondo piano il ruolo delle Camere dei mercanti. Le forme ereditate dal passato quali le corporazioni, cedono il passo a nuovi modelli istituzionali. Dopo una lunga gestazione in cui gli stati sovrani sperimentano il loro ordinamento economico, verso la fine del XVIII secolo vedono la luce le Camere di Commercio. E' in questo scorcio di secolo che vengono, ad esempio, costituiti il Consiglio di Commercio di Torino, la Camera di commercio, arti e manifatture di Firenze, la Borsa mercantile di Trieste. Nel 1802 vengono costituite 14 Camere di Commercio che si inseriscono nell'ordinamento napoleonico. Raggiunta l'unità, nel 1862 vennero istituite le "Camere di Commercio e arti" in tutti i capoluoghi di provincia e anche in alcune sedi circondariali.

La Camera di Commercio di Ascoli Piceno venne istituita con Regio Decreto n. 930 del 23 ottobre 1862 ed iniziò la propria attività il 1° gennaio 1863.

Con legge nel 1910 venne dato un assetto completo alle Camere aumentandone le attribuzioni. Il processo di progressiva pubblicizzazione degli Enti camerali si completò con la legislazione del 1924, che definiva le Camere come "Enti pubblici". Nel dopoguerra, le Camere vennero ricostituite con decreto luogotenenziale del 1944, che dettò un regime transitorio, in attesa di una nuova disciplina organica. Quello che era stato pensato come assetto transitorio restò in vigore per quasi cinquanta anni, fino alla legge 580 del 1993, la prima legge di riordino complessivo delle Camere di Commercio nella storia repubblicana, tuttora in vigore.

L’attuale sede della Camera di Commercio di Ascoli Piceno trova dimora in un palazzo gentilizio – Palazzo Odoardi - De Scrilli – inserito nel tessuto del centro storico della città.Testimonianze di una prima struttura del palazzo patrizio sono riscontrabili nel XV secolo.Le più significative modificazioni del palazzo e dell’area circostante sono avvenute nel corso delle opere di ristrutturazione urbanistica che comportarono in particolare la demolizione della piccola chiesa di San Odoardo, fatta erigere all’interno del giardino nel 1611 dal colonnello Odoardi. Meritevole di particolare attenzione il portale d’ingresso del giardino attribuito a Giuseppe Giosafatti. Tale opera fu concepita e realizzata per un palazzo patrizio, quello del canonico Candido Malaspina, situato a Piazza Arringo e demolito, presumibilmente, dopo il 1870. Salvato da tale demolizione, il portale - con il balcone e la finestra sovrastanti - venne collocato all’ingresso del giardino di Palazzo Odoardi ed ancora oggi ne contraddistingue lo scenografico accesso.

Nel secolo scorso – negli anni Trenta – periodo nel quale molti palazzi patrizi vennero destinati ad usi pubblici e di rappresentanza, il palazzo Odoardi - De Scrilli subì profonde trasformazioni. Il palazzo venne venduto nel 1931 dalla Provincia di Ascoli Piceno all’allora Consiglio Provinciale dell’Economia di Ascoli Piceno. Negli anni successivi l’edificio fu oggetto di ulteriori manipolazioni, dovute principalmente a mutevoli esigenze funzionali; ultime testimonianze di interventi subiti sono riconducibili al 1970.

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Data di redazione: 9/1/2014

 

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